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Piacenza è capoluogo di provincia dell'Emilia-Romagna ed è sede vescovile. La città è situata a 61 metri sopra il livello del mare ed ha circa 100.000 abitanti. Questa bellissima città sorge sulla riva destra del Po e per chi viene dalla Lombardia o dal Piemonte, costituisce la porta dell'Emilia. Il secondo fiume più importante dopo il Po è il Trebbia. I torrenti principali sono il Nure, il Tidone e l'Arda. Per chi volesse visitare Piacenza potrebbe iniziare dalla Piazza dei Cavalli, centro della città che è dominata dal Palazzo pubblico detto “il Gotico”. Questo antico palazzo è uno splendido esempio d'architettura civile lombardo-gotica del 1281. Di fronte troviamo le “statue equestri” di Alessandro e Ranuccio Farnese, dello scultore toscano Francesco Mochi che le scolpi tra il 1617 e il 1628. In via Giordani si trova il monumentale palazzo “Scotti” del 1780 e l'imponente palazzo Anguissola di origini medievali; e ancora: la Basilica di S.Antonio del IV secolo, il Duomo eretto dal 1122 al 1233, il Palazzo Vescovile, il Palazzo Landi, il Palazzo Farnese, il Museo Civico e la Pinacoteca. Da non perdere la visita alla chiesa romanica di “San Savino” consacrata nel 1107, che conserva al suo interno due mirabili mosaici raffiguranti i mesi dell'anno e i segni zodiacali. Nella cucina piacentina, possiamo sicuramente riscontrare delle affinità con la cucina delle regioni limitrofe, in particolare con quella lombarda, piemontese e ligure; tuttavia un baluardo della gastronomia tipica sono i salumi dei quali i più famosi, contrassegnati dal marchio DOP , sono il salame piacentino, la coppa piacentina e la pancetta piacentina. Ottimi e succosi sono i primi piatti tra cui: i “panzerotti alla piacentina”: cilindretti di pasta fresca al forno ripieni di ricotta, bietole e grana padano; altro piatto più laborioso sono i “tortelli di zucca”; non possono mancare i “pisarei e fasò”: gnocchetti di grana grattato e farina con fagioli borlotti; la “torta di bietole” (derivazione della torta Pasqualina con bietole bollite) e, non da meno, la bontà degli “anolini di magro”. Tra i secondi piatti, che invitiamo a scoprire nei ristoranti tipici vi è, ad esempio, il “capretto alla piacentina”, oppure una gustosa “coppa al forno”, altro piatto chiave è il “gambon”: coscia di maialetto disossata e bollita; e ancora: la “picula d'caval”, lo “stracotto d'asina”, e magari, per i buongustai, un bel piatto di “lumache alla bobbiese”. Non possono mancare i formaggi D.O.P. che sono: il noto “grana padano” e il “provolone val padana”; ma in montagna vengono ancora prodotti formaggi con latte di pecora, capra e vacca. Per quanto riguarda i dolci, oltre alle torte (di mele, di castagne, di prugne o di mandorle) vi sono i “turtlitt” quaresimali ai croccanti di nocciole; meritano particolare cenno i “buslanei” (ciambelline) e il “buslan” (ciambella) tipici dolci contadini di semplice fattura da intingere nel vino bianco. Tra i vini DOC della provincia, con l'indicazione di “Colli Piacentini” si indicano: tra i rossi il Barbera, Bonarda, Gutturnio, Pinot Nero, e tra i bianchi: Malvasia, Monterosso Val d'Arda, Ortrugo, Pinot Grigio, Trebbiano Val Trebbia, Val Nure ( tutti anche spumanti) e Sauvignon. |
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