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Vicenza è una fra le più antiche città del Veneto, ma la sua storia anteriore alla dominazione romana è poco nota. Sembra che sia stata fondata dagli Euganei: certo è che i Galli la tennero, poi, in loro dominio fino al 157 a.C., anno in cui fu annessa a Roma e chiamata Vicetia o Vincetia. Durante l'impero, prosperò sotto Adriano. Fu devastata poi dai Barbari, ma risorse coi Goti e fiorì sotto i Longobardi e i Franchi. Nel 1001 divenne principato vescovile, finchè nel 1404 si diede a Venezia. Il Cinquecento fu il suo secolo d'oro; il Patriziato ricco, che già nel periodo della Rinascenza aveva cominciato ad edificare bei palazzi, nel secolo XVI arricchi la città di magnifici monumenti architettonici, dovuti in gran parte ad Andrea Palladio, uno fra i più grandi architetti del 500, che lasciò a Vicenza e al mondo intero un inestimabile patrimonio artistico. Nel 1866 fu unita al regno d'Italia. Vicenza, merita dal 1994 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, conserva ancora oggi intatto il fascino di una volta, con le sue chiese e i suoi antichi e bellissimi palazzi. La visita della città non può non iniziare dalla centralissima Piazza dei Signori, fulcro della città e luogo di incommensurabile bellezza; lì troviamo la Basilica Palladiana, costruzione medievale; al tri segni del Palladio li troviamo al palazzo da Porto Borlaran oggi sede dell'omonimo Museo, il teatro Olimpico, il palazzo Chiericati che oggi ospita la Pinacoteca Civica. Ed ancora la Loggia del Capitanato, il caratteristico Teatro Olimpico e le chiese di S.Filippo Neri e quella di Santa Corona, grandiosa costruzione romanica, e la chiesa di Santa Maria Nuova. Per quanto riguarda la gastronomia è innanzitutto segnalare il classico baccala alla vicentina, la cui ricetta risale al 500 e si prepara: dopo averlo spezzettato e messo a bagno per 3 giorni viene mantecato col latte e cotto a lungo e con fuoco molto lento. Altro piatto assolutamente locale sono i bigoi co' l'arna: sorta di grossi spaghetti di grano tenero con ragu di anatra, e ancora i risotti con: bruscandoli, asparagi bianchi o con le ortiche o col radicchio ed infine il risotto al tastasal. Per i secondi piatti locali, che tra l'altro sono spesso accompagnati dalla da una buona dose di polenta, oltre oltre il baccala si segnalano: il coniglio con contorno di “ pissacan in tecia “, ovvero foglie di tarassaco, il toresan: è il colombo fatto allo spiedo; il tutto accompagnato con gli ottimi ortaggi di stagione, quali: il sedano di Rubbio, il broccolo fiolaro di Creazzo, i fagioli della val Posina, il mais di Varano e l'asparago bianco di Bassano. Tra i formaggi segnaliamo in particolare l'asiago con denominazione di origine protetta la cui produzione è iniziata già nel medio evo. Riguardo i dolci locali tramandatici, che tra l'altro testimoniano un passato di ristrettezze, elenchiamo: i sanmartin di pasta frolla, il mandorlato con le fritole, la brasadela focaccia dolce, la pinza fatta con polenza gialla, i grostoli di carnevale fritti nello strutto e la torta di pane e mele. E concludiamo con i buoni vini DOC che provengono dalle zone circostanti e sono: colli berici, breganze, vespaiolo e il torcolato che accompagna amorevolmente i dolci tradizionali. |
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